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 Progetto di promozione della salute con il camper e la regia mobile per azioni di “coinvolgimento attivo” dei giovani nei tempi e spazi del divertimento Nasce il progetto “Non tutto in una notte”. Una troupe televisiva incontrerà il “popolo della notte” per intavolare un dialogo sul pericolo dell’abuso di bevande alcoliche. Il progetto, che nasce da una collaborazione tra la Vedogiovane, l’Ospedale Maggiore di Novara e la Provincia di Novara, Assessorato alle Politiche Giovanili, vuole essere un importante momento di informazione per i giovani che si mettono al volante dopo una serata passata nei locali pubblici. La troupe si stanzierà nei pressi di discoteche e pub, coi quali è in atto una cooperazione, ed interrogherà, offrendo bevande calde e caffè, i ragazzi sul loro modo di divertirsi nei fine settimana. Saranno anche distribuiti volantini informativi sugli effetti dello stato di alterazione, dato da bevande alcoliche, durante la guida. Gli avventori momentanei, potranno anche “recitare” in uno spot che sarà trasmesso da televisioni locali e nazionali. Fermarsi quindi conviene, anche perché “è importante stare dentro la vita” e quindi non farsi male: capire quali sono i rischi e quando è meglio evitarli. La consapevolezza passa attraverso un processo di cambiamento e apprendimento continuo. Non trasformiamo i momenti di gioia in momenti di tristezza: fermarsi vuol dire anche imparare divertendosi. (NON) TUTTO IN UNA NOTTE: la descrizione del progetto Il contesto generale
Già dal 2006 la Commissione europea ha lanciato la campagna “25.000 vite da salvare” per promuovere la Carta Europea della sicurezza stradale. I numeri (pubblicati a luglio nel Rapporto annuale sulle dipendenze) parlano chiaro: in Italia muoiono attualmente ogni anno in seguito ad incidente stradale circa 6.000 persone e: più di un decesso su tre riguarda soggetti con meno di 30 anni; più della metà dei ragazzi deceduti a 18 anni, muore a seguito di incidente stradale; l'incidente stradale è la prima causa di invalidità grave dei giovani. Eppure l’abitudine a guidare dopo aver fatto uso rilevante di alcolici sembra piuttosto diffusa tra i giovani: negli ultimi studi nazionali svolti dall’Istituto Superiore di Sanità, su 25.000 studenti dichiarava di aver guidato in stato di ebbrezza almeno una volta nelle ultime quattro settimane il 16,9% dei diciottenni maschi e il 19,5% dei diciannovenni maschi (tra le femmine le proporzioni erano più limitate, ma non trascurabili, rispettivamente 2,4% e 5,2%) Il contesto locale Dalla sua istituzione, il Tavolo delle Politiche ha affrontato il tema delle stragi del Sabato sera. Vedogiovane1 coordina il Tavolo, che è un percorso a cui partecipano sia associazioni giovanili e che assessori, insieme, per momenti di progettazione, riflessione, scambio, formazione ed informazione. Questo organismo ha più volte sottolineato come centrale il tema delle “stragi del sabato sera”, soprattutto analizzando i modelli di prevenzione fin’ora adottati in vari Paesi europei ed in regioni italiane, individuando i fattori di successo e le criticità relative a ciascun intervento, con l'obiettivo di provare ad individuarne l’applicabilità o meno sul territorio novarese. Il report di sintesi dei risultati dell’analisi di questi 16 modelli di prevenzione, è pubblicata su www.vedogiovane.it/zip/Prevenzione_incidenti.doc: non solo: con questo report si è aderito alla campagna per la “Giornata europea della prevenzione degli incidenti d’auto”.
Idea di fondo L’idea è di realizzare una partnership per un progetto inerente la prevenzione dei comportamenti a rischio (in particolare le cosiddette “stragi del sabato sera”), attraverso la promozione di una serie di azioni di “coinvolgimento attivo” dei giovani, nelle situazioni ed in quei contesti dove la possibilità di sottovalutare il pericolo è tendenzialmente più alta. Si vuole infatti promuovere un mix azioni (affinché l’intervento risulti più efficace) da realizzare davanti ai luoghi del divertimento maggiormente frequentati dai giovani, durante le serate dei fine settimana, avvalendosi di un camper “abitato” da giovani operatori. Non solo: infatti, grazie alle strumentazioni tecniche presenti sul camper, non ci si limiterà ad una presenza passiva (legata alla semplice informazione), bensì coinvolgente attraverso la realizzazione di interviste, videobox e produzione in diretta di piccoli eventi, a scopo di “chilly out”. Infatti saranno le immagini ad “amplificare” il tutto: sia quelle che verranno registrate grazie alla regia mobile (con videointerviste e documentari sulla notte), sia quelle proiettate in esterno. Con la strumentazione tecnica già in possesso di Vedogiovane, sono facilmente realizzabili ed hanno forte impatto, proiezioni in esterno su megaschermo, così come momenti di videoarte istantanea (per lanciare messaggi, fare informazione, ecc), piuttosto che piccole jam musicali improvvisate. Ma anche distribuzione di acqua, caffè, succhi di frutta, oltre che la possibilità di telefonare gratuitamente. Tutto ciò potrebbe consentire di avere strumenti per l’aggancio con il “popolo della notte”, costruire relazioni, conoscersi e ragionare “in estemporanea” sui rischi. Fino a formare gruppi di giovani volontari per azioni di peer information sia nelle Scuole che nei luoghi stessi del divertimento, formando i ragazzi anche ad azioni di primo soccorso se “chi sballa sta male”. La premessa è che ora esiste una legge che impone ai locali di attrezzarsi rispetto a misure di prevenzione, ed allora campagne di questo tipo sarebbero ben viste anche dai gestori. La premessa è che ora esiste una legge che impone ai locali di attrezzarsi rispetto a misure di prevenzione, ed allora campagne di questo tipo sarebbero ben viste anche dai gestori.
Obiettivi e risultati attesi Breve periodo: promuovere una serie di azioni di “prevenzione attiva” in contesti ad alto potenziale di rischio in quanto collocate nei tempi e negli spazi del divertimenti dia adolescenti e giovani; realizzare eventi a low budget e di grande impatto comunicativo; fornire a ragazzi informazioni utili (ottenute grazie ad una riflessione sui loro atteggiamenti e comportamenti) in modo da compiere scelte efficaci nelle situazioni in cui è necessario prendere una decisone; promuovere l’adozione di comportamenti e l’uso di strumenti di prevenzioni attiva2; documentare, con le immagini, tempi, luoghi e spazi del divertimento novarese.
Risultati attesi: organizzare una serie di uscite nei contesti del divertimento novarese ed entrare in relazione con i locali e con gli altri attori della prevenzione (ASL, Prefettura, Questura, ecc): - riuscire a realizzare le attività con i ragazzi di notte (almeno 100 contatti a uscita); - verificare il gradimento e l’utilità dell’iniziativa direttamente con ragazzi ed altri attori; - realizzare un buon archivio immagini Medio periodo: - realizzare, attraverso le immagini girate “in situazione”, una serie di momenti di pubblici riflessione rispetto ai modelli di divertimento ed un’educazione al loisir, a partire dalle presentazioni pubbliche di alcuni prodotti comunicativi, al loro uso in contesti seminariali, formativi, aggregativi; - promuovere una cultura della prevenzione anche grazie alla realizzazione di video per le tv nazionali, satellitari e la diffusione in Emittenti locali, ma anche a contesti aggregativi giovanili, con proiezioni ad hoc; - costituire gruppi di giovani volontari, sia nei luoghi del divertimento che nelle scuole, in grado di dare informazioni sul tema dei rischi e di intervenire per un primo soccorso se “chi sballa sta male”; - sperimentare il concetto di “prevenzione attiva”, come strategia preventiva ottenuta da un mix di più variabili; - attuare una sperimentazione nel campo della “prevenzione attiva”, introducendo prassi e metodologie innovative, efficaci, dinamiche, multimediali (dalla relazione personale al programma tv, dalla simulazione in piccolo gruppo al seminario formativo) inserendosi tra le buone prassi a livello nazionale e regionale.
Risultati attesi: - realizzare un format tv da mandare in onda sulle emittenti locali, uno spot ed un promo da utilizzare nei diversi contesti pubblici e formativi, ma anche per emittenti nazionali e satellitari; - partecipare ad eventi pubblici sul tema della prevenzione (10 all’anno); - impostare un percorso di peer information con i gruppi giovanili del territorio; - attraverso l’azione costante di monitoraggio e coordinamento, legare azione e riflessione per verificare le ipotesi alla base della metodologia di intervento scelta (prevenzione attiva); - promuovere in ambito nazionale il progetto, per poter esercitare un’azione di bench marking con altre esperienze in altri territori italiani o europei. Iniziative/attività Il progetto (Non) tutto in una notte… è triennale e prevede anche l’eventuale coinvolgimento nell’ambito del Tavolo interistituzionale per la sicurezza e la prevenzione della provincia. L’avvio prevede la costituzione di una equipe composta da operatori sociali ed esperti di prevenzione, per elaborare una prassi d’azione per il mix di azioni di “prevenzione attiva” da mettere in campo durante i contesti tempi e spazi del divertimento giovanile. Formazione, simulazioni, confronto con buone prassi, video e studio di documentazione per mettere a punto la metodologia di intervento e le schede di rilevazione, saranno elementi costitutivi della prima fase (circa 30 ore). Successivamente si “scenderà sul campo” e si affiancherà a ciò un’azione di monitoraggio e verifica (2 ore/settimana). Seguirà la fase di valutazione e diffusione dei risultati, con produzione di materiali video e sito web da aggiornare per tutto il periodo del lavoro.
Lo stile con cui il supporto video verrà realizzato è plurimo, tra il documentario, il racconto, lo spot. Si realizzeranno interviste, racconto, presentazione servizi, materiali utilizzati, fasi di lavoro, nuove imprese, confronto. Durante i contesti del divertimento notturno, le azioni possibili sono alcune di quelle che sono state analizzate dal Tavolo provinciale delle politiche giovanili e cioè: Prima azione: “BOB”: l'idea centrale è diffondere l'abitudine a designare a turno nel gruppo una persona che si impegni per quella particolare serata a non bere alcool, facendosi carico di trasportare in sicurezza gli amici. Per rendere evidente questo ruolo, viene proposta la consegna al guidatore designato di un braccialetto con scritto “BOB”, che lo rende riconoscibile. La scelta viene fatta dal gruppo (che viene “agganciato” dall’operatore) all’ingresso del locale, appena posteggiata l’auto. Seconda azione: l’“Etilometro volontario”: si tratta della distribuzione (all’uscita dai luoghi del divertimento) di etilometri monouso, che permettono di rilevare la concentrazione di alcool nel sangue e di conoscere i rischi connessi. Terza azione: un “Caffé gratis”: si tratta di un'iniziativa che prevede la possibilità di ricevere gratuitamente un caffè per chi deve guidare di notte tornando a casa dai punti di divertimento, aumentando la disponibilità degli automobilisti a concedersi un momento per ragionare (stile chilly out), magari, fare o rifare l’etilometro Quarta azione: l’uso e la visibilità del camper, permettono di lanciare anche campagne informative e Campagne di sensibilizzazione, più o meno provocatorie (es. quelle di Toscani, da “Modello quattro pirla in meno”, a “Bambino uomo, a “Non uccidere”. Quinta azione: la peer information. La modalità è quella di coinvolgere gli stessi ragazzi, orizzontalmente, ad informare i loro coetanei a diffondere le strategie più opportune per evitare di correre rischi inutili. Questa azione prevede anche la ricerca di volontari da coinvolgere nelle serate del sabato notte, come aiuto operatori. Sesta azione: “…telefono casa…”. Si tratta di mettere a disposizione gratuitamente un cellulare con cui chiamare i genitori per informarli di eventuali ritardi nel caso in cui le condizioni del guidatore (o di suoi amici) non sono idonee a garantire la sicurezza di guida. Conviene così avvisare i genitori, piuttosto che mettersi a correre in auto, per cercare di arrivare puntuali… Settima azione: non è escluso che tra i risultati di questo lavoro, ci siano anche quelli di riuscire ad “entrare in relazione” con persone che abitualmente abusano di sostanze e costruire le condizioni in cui cominciare a trattare questo tema. Ottava azione: “non finisce tutto in una notte…”. È per questo che sul camper è necessaria la regia mobile. Infatti le serate, i momenti, l’atmosfera verranno riprese e da qui nasceranno supporti video da usare in più situazioni: tavole rotonde, seminari formativi sulla prevenzione, azioni nelle scuole, programmi per tv satellitari e locali L’ipotesi di fondo è infatti quella di riuscire nel breve periodo a fare efficacemente prevenzione attiva nei tempi e nei luoghi del divertimento, contrastando situazioni di rischio, ma nel medio periodo anche a promuovere una cultura della prevenzione, che vuol dire un’educazione al divertimento, alla gestione del tempo, del piacere (inteso anche come mangiare e bere), ecc. Ma anche formare un gruppo di volontari in ogni luogo del divertimento, in grado di dare sia le informazioni necessarie, che un supporto per un primo aiuto se “chi sballa sta male”. Sviluppo Nel tempo (o parallelamente) le stesse metodologie, se valutate positivamente, possono essere sperimentare su problematiche più specifiche (dipendenze giovanili) o su gruppi target ad hoc (andando ad attivare servizi a bassa soglia in strada). Ma, si può anche pensare che il camper sia utilizzabile anche per azioni di peer informaton nelle Scuole, su giornate a tema (es. giornata contro l’aids, contro il fumo, per la sicurezza stradale, per la vita, ecc ecc), per incontrare e formare adolescenti su temi specifici, realizzare piccoli eventi e, sempre, produzioni video low cost sulle attività da loro promosse. Ma non solo: il camper potrebbe realizzare occasioni di presenza in contesti aggregativi giovanili (es. Street Festival, Festa del vino, ecc.) o davanti a multisala quando vi sono in programmazione film che trattano di temi in qualche modo legati alla promozione della salute e, anche qui, grazie alla strumentazioni tecniche, non avere una presenza passiva, bensì coinvolgente attraverso la realizzazione di interviste, video e videobox., proiezioni in esterno su megaschermi, momenti di videoarte istantanea (per lanciare messaggi, fare informazione, ecc)
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